I borghi Antichi

Città storiche e borghi medievali

Urbino

Città dalle origini antichissime, uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano, dal 1998 il suo centro storico è patrimonio dell’UNESCO. La città raggiunse il suo massimo splendore artistico sotto il ducato di Federico II da Montefeltro. Per sua volontà la vecchia dimora medioevale dei Montefeltro fu ampliata e abbellita fino a diventare il Palazzo Ducale, capolavoro dell’arte rinascimentale e oggi sede della Galleria Nazionale delle Marche che ospita capolavori quali la Flagellazione e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca e la Muta di Raffaello Sanzio.
La lunga storia artistica e culturale di Urbino è visibile anche girando per la città: la mole neopalladiana della Cattedrale, Palazzo Albani, la casa natale di Raffaello sede dell’omonima Accademia.
Ogni anno nel mese di agosto si celebra la Festa del Duca, una rievocazione in costume per le vie del centro che culmina nella sfida delle contee alla presenza della Corte Ducale.
La città di Urbino dista circa 30 km da Il Giuggiolo.

Pergola

La città di Pergola risulta essere abitata fin dalla preistoria, l’epoca romana è ben documentata: sono stati ritrovati vasi, tombe e nel 1946 furono rinvenuti i Bronzi Dorati da Cartoceto di Pergola, gruppo statuario unico al mondo risalente probabilmente al 50 a.C.
Dal 1999 i Bronzi Dorati sono ospitati nel Museo dei Bronzi Dorati e della città di Pergola, posti in una sala realizzata con soluzioni tecnologiche all’avanguardia che garantiscono un microclima ideale per la loro conservazione.
Il museo ospita anche una pinacoteca, una sezione di arte romana e una di arte contemporanea con le opere grafiche del maestro pergolese Walter Valentini.
Pergola è anche conosciuta come la città dalle cento chiese, ricche di preziose opere d’arte.
La città di Pergola dista circa 18 km da Il Giuggiolo.

Mondavio

Il borgo di Mondavio si trova su una collina, da cui si possono vedere il monte Catria e il Nerone, tra le valli dei fiumi Metauro e Cesano.
Tra il 1482 e il 1492, per volontà di Giovanni della Rovere, venne edificata, dall’architetto Francesco di Giorgio Martini, la Rocca Roveresca. Capolavoro assoluto dell’architettura militare rinascimentale, fu un’ inespugnabile fortezza. La maggior parte delle sale interne conserva ancora la pianta originale, la Rocca oggi è sede del “Museo di Rievocazione storica e armeria”.
Nel centro storico vi sono anche altri monumenti di rilievo: Palazzo dei Malatesta, Palazzo Municipale, Palazzo della Comunanza, la chiesa di San Francesco.
Rientra tra “i Borghi più belli d’Italia” e vanta un centro storico tra i meglio conservati delle Marche.
Ogni anno, dal 13 al 15 agosto, si svolge la rievocazione storica della “Caccia al Cinghiale”.
La città di Mondavio dista circa 13 km da Il Giuggiolo.

Corinaldo

Il borgo di Corinaldo è situato nell’entroterra di Senigallia e arroccato tra i fiumi Cesano e Misa, venne ricostruito ex novo nel 1367, grazie alll’autorizzazione concessa dal pontefice Urbano V, con l’attuale cinta muraria. Le mura di Corinaldo sono le più intatte, imponenti e lunghe di tutte le Marche e tra le meglio conservate di tutto il centro Italia.
Nel Seicento Corinaldo si arricchisce di opere artistiche, le famigli nobili erigono nuove ed eleganti dimore e vennero stretti nuovi rapporti economici, politici e culturali.
Vennero costruiti anche monumentali edifici civici e religiosi, ancora oggi perfettamente conservati. Tra gli edifici da vedere: palazzo Comunale, esempio di architettura neoclassica, l’ex convento degli Agostiniani, il teatro Comunale e il santuario di santa Maria Goretti.
Nel 2007 Corinaldo è stato ufficialmente denominato “il borgo più bello d’Italia”.
Il borgo dista circa 20 km da Il Giuggiolo.

Gradara

Situata al confine tra Marche e Romagna, fin dai tempi antichi Gradara è stata, per la sua posizione geografica, una crocevia di traffici e genti.
Gradara si identifica con la sua Rocca, all’inizio una semplice torre di guardia costruita nella seconda metà del XII secolo. Soggetta nei secoli al dominio delle famiglie Malatesta, Sforza e Della Rovere e nota per la storia d’amore di Paolo e Francesca. La Rocca e le mura sono di origine malatestiana, la prima cinta è a ridosso della rocca, la seconda è più estesa e racchiude anche il centro storico.
Gradara dista 55 km da Il Giuggiolo.

Le Marche di Dante

Numerosi sono i passi della Divina Commedia in cui Dante fa riferimento non solo a luoghi geografici ma anche a persone fisiche marchigiane.
Molto probabilmente Dante ebbe modo di conoscere le Marche durante il periodo iniziale del suo esilio e quasi certamente fu ospite di qualche nobile casata marchigiana.

Nel canto V dell’Inferno Dante attinge alla storia e cronaca contemporanea per raccontare l’amore colpevole di due cognati Paolo e Francesca, la loro storia ha come sfondo il Castello di Gradara.

I nobili fanesi che troviamo nell’Inferno dantesco sono: Guido da Montefeltro nel canto XXVII e nel canto XXVIII Guido del Cassero e Angiolello da Carignano.

Nel canto V del Purgatorio Dante cita il contemporaneo Jacopo del Cassero, discendente di una nobile famiglia di Fano, uomo politico e condottiero delle milizie inviate da Fano in soccorso di Firenze durante la guerra con Arezzo.

“Ond’ io, che solo innanzi a li altri parlo,
ti priego, se mai vedi quel paese
che siede tra Romagna e quel di Carlo,

che tu mi sie di tuoi prieghi cortese

in Fano, sí che ben per me s’adori

pur ch’i’possa purgar le gravi offese”

Poco dopo aver introdotto la figura di Jacopo del Cassero Dante introduce Buonconte da Montefeltro, figlio del conte Guido da Montefeltro, che al contrario si schierò dalla parte di Arezzo.

Nel canto XXI del Paradiso, Dante introduce la figura di Pietro Damiano che così descrive la sua terra:

“tra’ due liti d’Italia surgon sassi,
e non molto distanti a la tua patria,
tanto che‘ troni assai suona più bassi,
e fanno un gibbo che si chiama Catria,
di sotto al quale consacrato un eremo,
che suole esser disposto a sola latria.”

Pier Damiani, originario di Ravenna, entrò nel 1035 nel Monastero (Eremo) di Fonte Avellana, situato proprio sotto il Monte Catria che fa parte dell’Appennino umbro-marchigiano.